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Speranza di pace – il lavoro di ricostruzione prosegue
Nonostante le riuscite elezioni democratiche del 2006 e le trattative di pace, nell’agosto del 2008 sono nuovamente divampati duri scontri coi ribelli, soprattutto nel Nord Kivu e ancora più a nord. Centinaia di migliaia di civili sono fuggiti. I vescovi congolesi hanno parlato di “genocidio silenzioso”: essi sospettano che l’obiettivo sia di scacciare la popolazione civile, in modo che le società multinazionali possano far valere più facilmente le loro pretese in questa regione ricca di risorse minerarie. Tutta l’attenzione del governo e delle autorità e gran parte dei mezzi a disposizione continuano a dirigersi verso la guerra nell’est del paese. Per le organizzazioni partner di Sacrificio Quaresimale questo significa essere ampiamente lasciate a se stesse e non potersi praticamente aspettare da parte dello stato dei contributi per il ripristino di vie di trasporto, scuole e centri sanitari. «Abbiamo tutto, siamo un paese ricco», sottolinea tuttavia Toss Mukwa, il coordinatore congolese. Il Programma di Sacrificio Quaresimale prende avvio da questa ricchezza. Si seguono circa 3000 organizzazioni di base che, in sperduti villaggi e in quartieri vicini alla città, predispongono un’ampia gamma di misure per vincere la fame. Si formano animatrici e animatori per assistere le vittime traumatizzate dalla guerra. Si supporta pure un grande programma di democratizzazione portato avanti da Justitia et Pax e si sostiene la formazione di catechiste e catechisti, che poi possano attivamente impegnarsi a migliorare le condizioni di vita
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