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È chiaro che la questione della giustizia si situa al centro del dibattito sul clima. Il riscaldamento globale colpisce soprattutto chi vi ha contribuito di meno, in altre parole i poveri del Sud del mondo. Si stima che oggi oltre 925 milioni di persone sul nostro pianeta non abbiano cibo a sufficienza.
Inondazioni, uragani e periodi di siccità sempre più frequenti sono solo alcune delle conseguenze dei cambiamenti climatici, e non faranno che peggiorare questa drammatica situazione, fatta di miseria, disuguaglianze e ingiustizie.
Per contrastare i mutamenti a livello del clima, vanno limitate al più presto le emissioni di gas a effetto serra e ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte. L’immediata e massiccia riduzione di CO2 deve tuttavia essere differenziata sulla base delle capacità e delle responsabilità dei singoli Stati (come indica l’approccio dei Greenhouse Development Rights) e non può portare alla discriminazione dei Paesi poveri. Le nazioni industrializzate devono ridurre prima e molto più CO2 rispetto ai Paesi in sviluppo, e questo non solo perché maggiormente responsabili ma anche perché dispongono dei mezzi e delle tecnologie per farlo. Accanto alla riduzione delle proprie emissioni di gas a effetto serra, esse devono portare avanti una politica di sviluppo sostenibile nel Sud del mondo e sostenere i Paesi in sviluppo nel loro adattamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici.
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Ulteriori informazioni
Leuenberger sostiene una riduzione del 95% di CO2.pdf (02.11.2009)
La Svizzera ha precisi obblighi nella difesa del clima.pdf (17.09.2009)
Revisione della legge sul CO2.pdf (27.08.2009)
Collana strumenti.pdf (24/2009, 2,8 Mb)
Changement climatique (Collection Repères 1/2008)
Verwundbarkeit vermindern, Widerstandsfähigkeit stärken (Kurzversion, CIDSE/CI 2009)
Entwicklung und Klimagerechtigkeit (CIDSE 2008)
Links
Iniziativa sul clima
Alliance Sud
CIDSE
Conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici
EcoEquity - Greenhouse Development Rights