Da oggi e fino al 18 novembre si terrà a Roma il 3° Vertice mondiale dell’alimentazione, organizzato dall’Organizzazione delle Nazioni unite per l’agricoltura e l’alimentazione (FAO). Con il titolo «sicurezza alimentare», i capi di Stato e di governo cercheranno soluzioni al crescente problema della fame. Il Consiglio federale non attribuisce alta priorità a questa questione e sarà quindi rappresentato solamente dall’amministrazione. Le organizzazioni di cooperazione internazionale lo deplorano. Le organizzazioni membre di Alliance Sud chiedono al Consiglio federale di impegnarsi in maniera decisa contro la speculazione fondiaria ed alimentare ed in favore di un’agricoltura contadina.
Oltre un miliardo di persone nel mondo soffre la fame e la sottoalimentazione. Questa cifra record è uno scandalo politico. Anche la Svizzera deve impegnarsi sul piano internazionale per un cambiamento di rotta nella politica agricola, poiché il solo aumento della produzione alimentare con maggiori concimi e pesticidi non basterà a vincere la fame. In India, oltre 250 milioni di persone hanno fame, malgrado un eccedente nazionale di beni alimentari che vengono in parte esportati.
«Non è l’agroindustria con le sue monoculture avide d’energia che può risolvere il problema della fame, ma la piccola agricoltura contadina», dichiara Tina Goethe di Swissaid. Il rapporto sull’agricoltura mondiale elaborato da 400 scienziati ha mostrato chiaramente che questa forma d’agricoltura è più produttiva e meno ghiotta in energia rispetto all’agroindustria. «E’ per questo che la Svizzera deve incentrare il suo aiuto sull’agricoltura ecologica e multifunzionale», aggiunge Goethe.
Secondo le organizzazioni di sviluppo, un punto centrale è l’accesso alla terra, l’applicazione di riforme rurali e la protezione dei diritti fondiari, in particolare per le donne. Conviene mettere fine alla razzia sulle terre nei paesi in via di sviluppo attraverso fondi d’investimento privati e statali. «E’ assurdo che nei paesi affamati come il Sudan e l’Etiopia – che beneficiano dell’aiuto alimentare internazionale – società finanziarie acquistino o affittino enormi superfici alfine di coltivare foraggi per l’estero e piante per gli agrocarburanti», dichiara Ester Worf di Pane per tutti. «Questo massiccio «agropoly» è una minaccia supplementare per la sicurezza alimentare».
Le organizzazioni membre di Alliance Sud si aspettano dalla Svizzera che si impegni maggiormente nella lotta contro la speculazione sugli alimenti. Le regole del commercio internazionale devono rendere possibile la sovranità alimentare e garantire così il diritto all’alimentazione per tutti. «E’ importante rinforzare la produzione indigena per il mercato locale, nazionale e regionale, afferma Rosmarie Bär, di Alliance Sud. «Questo riduce la rischiosa dipendenza dei paesi poveri rispetto al mercato mondiale e riduce le emissioni di CO2.»
In una lettera al direttore dell’Ufficio federale dell’agricoltura, le organizzazioni di cooperazione internazionale esigono anche che i fondi per la lotta contro la fame transitino attraverso il Comitato della FAO per la sicurezza alimentare e non attraverso la Banca mondiale, nella quale i paesi in via di sviluppo toccati hanno solo un insufficiente potere di decisione.
Per maggiori informazioni durante il Vertice dell’alimentazione a Roma:
- Rosmarie Bär, Alliance Sud e membro della delegazione svizzera,
079 506 40 66
- Tina Goethe, Swissaid, 076 516 59 57
- Ester Wolf, Pane per tutti, 076 481 06 01 |