Il 21 ottobre, il Consiglio federale ha approvato un rapporto sulla cooperazione allo sviluppo. Ha rifiutato ancora una volta di applicare la decisione del Parlamento di aumentare l’aiuto allo sviluppo allo 0.5% del reddito nazionale lordo.
Peggio ancora: i nuovi contributi svizzeri alle istituzioni finanziarie internazionali dovranno essere compensati dai budget della Direzione dello Sviluppo e della Cooperazione (DSC). Per Alliance Sud - la comunità di lavoro delle organizzazioni di cooperazione internazionale Swissaid, Sacrificio Quaresimale, Pane per tutti, Helvetas, Caritas e Aces - queste decisioni non sono accettabili.
Nel maggio scorso, il Consiglio federale ha deciso di non dar seguito al mandato del Parlamento e di non preparare alcun messaggio complementare per raggiungere l’obiettivo dello 0.5% entro il 2015. Ha invece deciso di presentare solo un rapporto – così come fatto il 21 ottobre. Il Consiglio federale ritiene che, malgrado le grandi sfide che deve affrontare la cooperazione allo sviluppo, la situazione finanziaria attuale della Confederazione non permette di raggiungere l’obiettivo dello 0.5%.
Nonostante questo, il Consiglio federale propone d’integrare in un credito quadro speciale i contributi che la Svizzera intende donare, entro il 2015, alle istituzioni finanziarie internazionali (banche regionali di sviluppo). Ma questi contributi – 292 milioni di franchi circa –saranno solo in parte finanziati da mezzi supplementari: il Consiglio federale ha infatti decretato una moratoria sulle nuove spese fino al 2012 e quindi la DSC deve economizzare 93 milioni di franchi altrove. Dovrà farlo presso l’ONU, in quanto l’anno scorso, allo scopo di fermare l’erosione dell’aiuto bilaterale, il Parlamento ha limitato i contributi multilaterali fino al 2012 al 40% del budget della DSC.
Con il credito speciale, il Consiglio federale vuole assicurare l’influenza della Svizzera nelle istituzioni finanziarie internazionali, a scapito delle organizzazioni dell’ONU, che mettono l’accento sulla lotta contro la povertà nei paesi più sfavoriti. Rifiuta di aumentare l’aiuto bilaterale nei paesi in cui si concentra la DSC. Per Alliance Sud, questo spostamento di priorità non è accettabile. Il Consiglio nazionale ed il Consiglio degli Stati devono accettare il credito speciale solamente se è interamente finanziato da mezzi supplementari e non compensati dai budget della DSC. Dovrebbero anche attenersi alla loro rivendicazione relativa all’iscrizione vincolante dell’obiettivo dello 0.5% ed all’impiego dei mezzi supplementari necessari.
Per maggiori informazioni:
Michèle Laubscher, Alliance Sud, 031 390 93 40 o 079 644 72 49 |